136 gare in nerazzurro con 5 reti in tre gloriose annate (ivi compresa quella del Triplete) e 4 dimenticali presenze con la casacca della Juventus, Lucimar Ferreira da Silva aka Lucio ha parlato ai microfoni de La Gazzetta dello Sport dell’Inter, di Conte all’Inter e dei punti di forza dei nerazzurri.
Partendo con le analogie tra la squadra che vinse tutto nel 2010 e questa Inter 2020/21: “In cosa è simile l’Inter di Conte? Forza fisica, transizione rapida dalla difesa all’attacco, solidità dietro e poi quella coppia eccezionale davanti… Spero solo che abbia anche i nostri stessi successi. Purtroppo la vedo meno di quanto vorrei, ma quanto basta per notare quanto sia forte. E quanta fiducia abbia. L’Inter si merita di stare lì: se mantiene questa regolarità fino alla fine, è destinata a far terminare il dominio Juve“.
Quindi, su Antonio Conte (che Lucio ha potuto conoscere anche come allenatore, essendo stato acquistato dalla Juventus a parametro zero quando Conte si apprestava a guidare i bianconeri per la seconda stagione consecutiva): “Ho pochi ricordi, perché ho passato solo sei mesi con lui alla Juve, ma era un allenatore esigente a cui piaceva lavorare molto. E poi sapeva concentrarsi benissimo sulla parte fisica: questo aspetto è decisivo per creare squadre così competitive come le sue. E quanti video ci faceva vedere sia prima che dopo i match! Mi sembra l’uomo giusto per riportare l’Inter alla vittoria e per costruire una solida carriera a Milano. È un po’ strano vederlo lì visto il suo passato, ma nel calcio contano i risultati. E lui li sta ottenendo”.
Quindi, sulla difesa attuale (che prova a non far rimpiangere quella formata da lui e gente come Samuel o Cordoba): “Ai nostri tempi era così: non solo noi difensori, ma tutta la squadra riusciva ad aiutarci con una compattezza unica. Anche questo reparto dà molta tranquillità: sia Skriniar che Bastoni sono difensori moderni, ma De Vrij è quello che più mi somiglia. Mi rivedo in lui sia in marcatura, sia in certi movimenti con la palla”.
Per finire, su Lukaku: “Ha una forza fisica incredibile, ma la usa non solo per sé, anche per gli altri. Segna ed è pure generoso: a me ricorda molto Drogba e un po’ pure Ibra. Marcarlo è complicato perché schiaccia quasi tutti i difensori. Se la metti sul fisico, sei morto: l’unico modo è stare attento al corpo a corpo e tentare l’anticipo con scelta di tempo”.
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