È l’estate del 1997, Massimo Moratti decide che è il momento di fare sul serio e fa un mercato importantissimo: acquista Ronaldo, un giovanissimo Recoba e tanti altri importanti comprimari, destinati a portare la squadra ad un passo dal titolo e a vincere la terza Coppa Uefa della storia nerazzurra. Tra questi comprimari, due centrocampisti incontristi – il brasiliano Zé Elias, di cui parleremo in un altro momento, e Benoit Cauet, 28enne proveniente dal PSG, noto principalmente per la sua duttilità tattica.
A 28 anni è nel pieno della maturità ed ha disputato un’importante stagione coi parigini, con 6 reti in 48 gare. In nerazzurro si ritaglia il suo spazio e per tre stagioni è nelle rotazioni tra i titolari, mentre nella 2000/01 (stagione disgraziata con il cambio di panchina Lippi – Tardelli ed una serie di umiliazioni che non citeremo nuovamente in questa sede) perde spazio, fino alla cessione ad ottobre della stagione ulteriormente seguente: per lui, complessivamente, 149 gare in nerazzurro in tutte le competizioni – condite da 9 gol.
Lasciata Milano, va a Torino (sponda granta, ovviamente), e realizza una sola rete in 17 incontri ma è una rete importantissima, nel polemico 2-2 contro la Juventus (polemico per l’esultanza di Maresca, autore del definitivo pareggio e di una esultanza poco rispettosa nei confronti dei granata).
Dopo il Torino, il Comoo, il breve ritorno in patria (una stagione col Bastia) e infine la Bulgaria (con tanto di titolo col CSKA Sofia) e la Svizzera, prima del ritiro nel 2006.
Dopo aver appeso gli scarpini al chiodo, è rimasto nel mondo del calcio da allenatore e da addetto ai lavori.
Da addetto ai lavori, perché ha deciso di intraprendere la strada del giornalismo sportivo: s’è prestato come commentatore per diverse emittenti, tra cui Inter Channel, dove ha dato voce alle partite della squadra nerazzurri, e Sportitalia. Ed ha anche espresso le sue opinioni sul giuoco del pallone come ospite fisso su Telenova, un canale televisivo milanese, e su programmi sportivi classici della tv italiana come La Domenica Sportiva e (il defunto) Controcampo.
Da allenatore, s’è disimpegnato per diversi anni come allenatore di alcune categorie giovanili nerazzurre, prima di due esperienze non felicissime nelle serie minori francesi come allenatore in prima.
Su Instagram – dove è seguito da circa 2500 follower, che però non sono aggiornati da qualche mese – ricorda sempre il suo legame con l’Inter, tra immagini commemorative della sua esperienza e celebrazioni dei trionfi attuali.
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