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Che fine ha fatto Sebastien Frey, primo portiere straniero nella storia dell’Inter?

La storia di Sebastien Frey, portiere che in Italia ha giocato per ben 15 anni e che arrivò nel Bel Paese grazie all’Inter (e a Walter Zenga).

Rappresenta un pezzo di storia della serie A, se è vero che è il quinto calciatore straniero con più presenze nella massima categoria italiana. Ed è curioso che, in questa classifica, ha in comune con altri tre giocatori di aver vestito la maglia dell’Inter (Internazionale non per caso): gli altri tre sono Javier Zanetti, Samir Handanovic e Goran Pandev; lui è Sebastien Frey, portiere dai capelli biondi ossigenati giunto in Italia proprio grazie all’Inter.

È l’ormai lontano 1997 quando un giovanissimo portiere (ha appena 17 anni) si affaccia al calcio dei grandi, in Francia: si chiama Sebastien, è classe 1980 ed esordisce come portiere del Cannes, di cui diventa numero uno titolare ancora minorenne.

Uno che di portieri se ne intende, Walter Zenga, lo va a visionare e lo suggerisce subito alla dirigenza nerazzurra, come raccontato qualche anno fa a Radio Blu: “Quando ero osservatore dell’Inter andai io a visionarlo a Cannes e dissi ai dirigenti di prenderlo perché ero convinto che fosse un grandissimo portiere come infatti poi si è rivelato anche se all’Inter impattò in una stagione sfortunata”.

Come ha raccontato in seguito Frey, galeotta fu una cena a base di pesce:

“Ci ritrovammo io, mio padre e Zenga. Ero emozionato al solo pensiero che una leggenda del genere, fra l’altro del mio stesso ruolo, si spostasse fino in Francia per me. Non avevamo molto da dirci, sapevamo entrambi perché eravamo lì. Io non parlavo ancora l’Italiano e nemmeno mio padre. Walter ovviamente non sapeva il francese e l’inglese era reciprocamente scarso. Così ci capimmo a gesti e a francese-italianizzato e italiano-francesizzato. A Zenga comunque fu sufficiente dire «Inter, ok. Inter, top club»  che già ero convinto sul mio futuro”.

Nell’estate del 1998 sbarca così a Milano, ed è il primo giocatore nato nel decennio degli ’80 nella rosa nerazzurra.

Inizia da terzo portiere, a gennaio diventa secondo, a marzo esordisce subentrando a Pagliuca e in seguito otterrà il record di portiere più giovane di sempre a giocare da titolare con la casacca nerazzurra, a 19 anni e 16 giorni, nonché primo portiere straniero nella storia del club.

Dopo una stagione da titolare in prestito all’Hellas Verona (ottima stagione per gli scaligeri), torna a Milano per fare da titolare ma è una delle stagioni peggiori in cui difendere la porta dell’Inter (come detto d’altra parte da Zenga nelle dichiarazioni riportate qualche riga fa): è in campo nello storico 0-6 contro il Milan con le reti di Comandini e Serginho ma anche nel doppio match di inizio stagione contro l’Helsingborg che vedrà l’Inter uscire dalla Champions League ai preliminari (conquistati arduamente la stagione precedente, dopo lo spareggio contro il Parma).

Viene quindi acquistato proprio dal Parma, a cui vanno anche 10 miliardi di lire per far fare il percorso inverso a Sergio Conceiçao. Scriverà un pezzo di storia del Parma (con cui vincerà anche la Coppa Italia, unico trofeo vinto in carriera), prima di scrivere un pezzo di storia della Fiorentina (compagine alla quale probabilmente rimarrà più legato) e del Genoa. L’ultima stagione tra i professionisti la gioca in Turchia, con la maglia del Bursaspor (che lo ha pagato ben 5 milioni ai rossoblu), e a 35 anni decide di ritirarsi. Dopo aver iniziato da giovanissimo, si ritira anche relativamente giovane, con l’unico rammarico – probabilmente – di aver vestito la maglia della Francia in sole due occasioni (ma d’altra parte Domenech preferiva non convocare chi giocava nel campionato italiano. Per questo il 2006 abbiamo goduto doppio).

Sebastien Frey, il tuffo nella piscina vuota e le attività dopo il ritiro

Riguardo la permanenza all’Inter, circolò una leggenda metropolitana o quasi circa un infortunio causato da un tuffo in una piscina senz’acqua. In tal senso Frey ha smentito in un’intervista radiofonica:

“È stata una vigliaccata di un giornalista che scriveva per un giornale ‘rosa’, senza fare nomi. Fu dato poco peso alla vicenda ma ancora oggi mi chiedono ‘è vero che ti sei tuffato nella piscina vuota di casa tua?’ È vero che noi portieri siamo un po’ pazzi, ma non fino a questo punto… È una storia inventata ed anche abbastanza ridicola, ma va bene così. Ho vissuto bene e a casa la piscina è sempre piena”.

Ritiratosi, Sebastien Frey è rimasto nel contesto del calcio ma come commentatore. È stato opinionisita per Sky Sport di Euro 2016, ed oggi è opinionista su DAZN di Serie A Show. Parallelamente, presta il nome e la faccia per due progetti lontani dal calcio: ha un vino intitolato per la collezione Wine of the Champions di Fabio Cordella, ed è (stato?) ambassador di Coin of Champions (nell’ambito delle criptovalute). Inoltre, ha giocato qualche partita con la maglia di Inter Forever, a testimonianza che once interista, forever interista.

Ha inoltre rischiato di morire due volte: una volta (nel 2016) è scampato per un ritardo all’attacco terroristico avvenuto sulla Promenade des Anglais (che ha causato la morte di 84 persone) e nel 2019 ha raccontato tramite Instagram di aver rischiato di morire a causa di un virus. Ma, come i gatti (che imitava perfettamente in campo, con salti felini), Frey ha svariate vite.

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