Cristian Chivu e i suoi maestri: tutti gli allenatori incontrati tra Ajax, Roma, Inter e Romania (in Nazionale).
In 15 anni di carriera tra i professionisti, 491 gare e 27 marcature (vincendo tutto con l’Inter e qualcosa anche con Ajax e Roma), senza dimenticare le 75 presenze con la Nazionale rumena. I numeri raccontano molto, ma non tutto. Perché dentro quei numeri ci sono anche gli uomini che lo hanno guidato, corretto, responsabilizzato. Sono stati tanti gli allenatori che ha incontrato.
Stasera incontrerà Spalletti, avuto durante la parentesi capitolina e oggi allenatore della Juventus. Un incrocio che riapre inevitabilmente il libro dei ricordi.
Dalla Romania all’Ajax: la crescita e la fascia data da Rambo
Le prime tappe, tra Reșița e Universitatea Craiova, restano meno documentate sul piano tecnico. Non esistono elenchi facilmente accessibili che ricostruiscano con certezza tutti gli allenatori di quegli anni, e forzare la mano sarebbe scorretto. Ma è ad Amsterdam che la carriera prende forma.
All’Ajax, tra il 1999 e il 2003, Chivu lavora con Jan Wouters, poi con Co Adriaanse e infine con Ronald Koeman. È proprio Koeman a segnarlo in modo profondo: lo nomina capitano nonostante la sua giovanissima età (sua del rumeno) e gli affida responsabilità da leader in un club che non regala nulla a nessuno. “È stato come un padre di calcio”, ha raccontato anni dopo. La fascia, in Olanda ma non solo, d’altra parte non è un dettaglio: è un’investitura. E per Chivu è il primo vero salto.
A Roma da Capello a Spalletti: disciplina, leadership e maturità
Nel 2003 arriva la Roma. Fabio Capello è il primo tecnico giallorosso che incontra. Di lui dirà che gli ha insegnato cosa significa fare il difensore, “anche dal punto di vista umano”. Con Capello Chivu impara la posizione, ma anche il peso delle scelte.
Poi la stagione tormentata con Luigi Delneri e la parentesi di Bruno Conti, prima dell’arrivo di Luciano Spalletti. Con Spalletti il rapporto è diverso, più moderno, più dialogico. “Mi ha insegnato a essere un leader”, dirà Chivu. Non solo campo, ma gestione del gruppo, lettura dei momenti, senso della responsabilità. Con lui arriva anche la Coppa Italia 2006-07.
Inter: dal primo scudetto con Mancini al Triplete con Mou (prima di alcune brevi parentesi)
Nel 2007 il passaggio all’Inter: Roberto Mancini è il primo allenatore in nerazzurro e coincide con il primo scudetto milanese di Chivu. Di Mancini ha sempre sottolineato la fiducia: gli fece capire di poter essere il migliore, lo responsabilizzò in una difesa già ricca di personalità (con giocatori del calibro e della “cattiveria” di Walter Samuel e Marco Materazzi).
Poi José Mourinho. Due stagioni, culminate nel Triplete 2009-10. Chivu non ha mai nascosto l’ammirazione: “Un genio dal punto di vista tattico”, capace di preparare le grandi partite come pochi. Negli ultimi tempi, però, tra i due non sono mancate tensioni verbali a distanza. Chivu, parafrasando proprio Mou, ha parlato di “rumore degli amici”, frase che ricalca il vocabolario mourinhano e che suona come una risposta indiretta alla provocazione del suo ex allenatore.
Dopo Mourinho, la fase più turbolenta (per lui e per l’Inter in assoluto): Rafael Benítez, Leonardo, Gian Piero Gasperini, Claudio Ranieri, Andrea Stramaccioni e infine Walter Mazzarri. Su Gasperini, di recente, Chivu ha espresso parole importanti: ha apprezzato “la continuità con quanto fatto da Ranieri” nella Roma attuale e ha ricordato Gasperini – che ha avuto pur per breve tempo) come un innovatore, uno che già allora lo aveva colpito per coraggio e marcature a uomo.
I commissari tecnici avuti in Romania
In nazionale, 75 presenze tra il 1999 e il 2010. I commissari tecnici che lo hanno guidato sono stati Emeric Ienei, Ladislau Bölöni, Gheorghe Hagi, Victor Pițurcă, Anghel Iordănescu e Razvan Lucescu (figlio del mitico Mircea, già allenatore dell’Inter). Anche qui, epoche diverse e modi diversi di intendere il calcio. Dall’esperienza di Ienei a Euro 2000 alla lunga gestione Pițurcă, fino al finale con Lucescu.
Guardando indietro, l’impressione è chiara: Chivu ha attraversato generazioni di tecnici, dal pragmatismo di Capello alla modernità di Spalletti, dal carisma di Mourinho alla visione olandese di Koeman. Ognuno ha lasciato qualcosa e oggi lo si può vedere nel suo lavoro quotidiano.
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