Estate 1997. Il presidente Massimo Moratti, al timone dell’Inter da circa due anni, piazza il colpo più importante dal suo avvento (sebbene l’anno prima avesse già portato a Milano un certo Youri Djorkaeff): per 48 miliardi di lire acquista dal Barcellona Ronaldo, l’attaccante più forte del momento (e, se non fosse stato tormentato dagli infortuni, probabilmente uno dei più forti della storia).
Passa un’annata – con una Coppa Uefa in bacheca e uno scudetto sfumato tra polemiche infinite – e Moratti decide di alzare ancora l’asticella. Arriva Roberto Baggio, 31 anni, reduce da una stagione straordinaria al Bologna. Ronaldo cede la 10 al Divin Codino, prende la 9 di Zamorano (che sceglie la mitica 1+8) e l’Inter si ritrova con una coppia che accende la fantasia di chiunque ami il calcio.
Sulla carta è un duo irreale. Nella realtà, il Dio del pallone non è magnanimo: Ronaldo inizia a fermarsi con frequenza crescente, Baggio viene gestito con il contagocce, e quella combinazione che doveva riscrivere i manuali resta spesso confinata alle attese del prepartita. I due segneranno insieme solo in un’occasione, in un Inter-Venezia 6-2, con Ronaldo autore di una doppietta.
La stagione 1999/2000 dovrebbe essere quella del rilancio definitivo. Moratti affida la panchina a Marcello Lippi e gli consegna un altro pezzo da novanta – il centravanti della Nazionale Christian Vieri, acquistato per (appunto) 90 miliardi. L’idea è semplice quanto seducente: Ronaldo, Baggio e Vieri nello stesso undici. Un tridente che, per talento potenziale, non avrebbe sfigurato di fronte agli olandesi del Milan o alle future BBC e MSN di Real Madrid e Barcellona.
Ma il destino, si sa, è beffardo.
Ronaldo, Baggio e Vieri hanno mai giocato assieme?
La risposta è tanto secca quanto amara: no. In carriera, con la maglia dell’Inter, Roberto Baggio, Ronaldo e Christian Vieri non hanno mai giocato tutti e tre contemporaneamente nella stessa partita ufficiale. Zero presenze insieme. Zero minuti condivisi in campo nello stesso momento.
Esiste un episodio che resta quasi simbolico. Contro il Venezia di Spalletti, al Penzo, Ronaldo parte titolare; nel secondo tempo entra Vieri e poco dopo anche Baggio ma proprio al posto del Fenomeno: i tre di fatto non condividono mai il terreno di gioco nello stesso istante. È il massimo avvicinamento a ciò che avrebbe potuto essere, e non è stato.
E in tal senso sono da leggere le parole tratte da un articolo su Tuttofotosport

A fine stagione, con Lippi ancora in panchina, Baggio sarà costretto a fare le valigie. Il sogno si chiude prima ancora di materializzarsi.
E in coppia? I numeri reali
Se il tridente non è mai esistito nella pratica, le coppie hanno avuto vita breve e numericamente contenuta.
Ronaldo–Vieri
La loro coabitazione l’unico dato certo e documentato in modo chiaro: 11 partite ufficiali insieme, per un totale di 667 minuti contemporaneamente in campo. Gare distribuite tra Serie A, Coppa Italia e competizioni europee, prima che gli infortuni tornassero a condizionare tutto. Numeri che, anche qui, raccontano più rimpianto che continuità.
Baggio–Ronaldo
Hanno condiviso il campo tra il 1998-99 e, molto meno, nel 1999-2000. Le presenze comuni sono state poche, complice l’infermeria e le scelte tecniche. Le ricostruzioni di almanacchi e database parlano di un numero complessivo di gare giocate assieme molto ridotto, spesso non per tutti i 90 minuti e talvolta solo per spezzoni. È la coppia più evocativa, ma paradossalmente una delle meno viste.
Baggio–Vieri
Hanno giocato insieme qualche volta nel 1999-2000, con Vieri centravanti di riferimento e Baggio a gravitare tra seconda punta e trequartista. In alcune gare – come Inter-Roma 2-1 del 30 gennaio 2000 (il gol di Baggio è delizioso) – sono entrambi protagonisti in attacco, ma il loro sodalizio non ha mai avuto continuità strutturale.
Il tridente dei sogni, dunque, è rimasto un’idea, una suggestione ed è poi divenuto un dolce – amaro ricordo.
Come certe cose troppo belle per essere vere di Ronaldo, Baggio e Vieri non c’è una foto assieme con la maglia nerazzurra.
Ma ai tempi dell’Intelligenza Artificiale non è un grosso problema

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