Palestra sfuma: perché l’Inter potrebbe aver evitato un rischio gigantesco (e le cessioni dell’Atalanta lo dimostrano)

DiNerazzurri.News

Giu 24, 2026

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Marco Palestra non sarà un giocatore dell’Inter. Quella che sembrava una delle operazioni più importanti dell’estate nerazzurra è sfumata nel giro di poche ore sotto i colpi del Chelsea, pronto a mettere sul tavolo cifre che il club di Viale della Liberazione non ha ritenuto sostenibili (soprattutto sul fronte del contratto offerto al ragazzo: parliamo di una cifra superiore ai 5 milioni di euro netti, laddove l’Inter ne avrebbe garantito la metà).

La delusione tra i tifosi è (parzialmente – e vedremo perché parzialmente) comprensibile: Palestra era stato individuato come il possibile erede di Denzel Dumfries (destinato al Real madrid) e rappresentava l’emblema dell’idea di quello che dovrebbe essere il progetto targato Oaktree – giovane ed italiano.

Frattanto, sembrava un acquisto con una prospettiva di lungo periodo ma anche un investimento importante (ed è quello che rinfacciano oggi i tifosi dell’Inter alla proprietà: il fatto di essere troppo “conservativa”).

Eppure, osservando la vicenda con un minimo di freddezza, viene da chiedersi se l’Inter abbia davvero perso un’occasione irripetibile oppure se abbia evitato una scommessa estremamente costosa.

Palestra al Chelsea: perché il paragone con Lookman non regge

È inevitabile accostare la vicenda a quella di Ademola Lookman, telenovela della scorsa estate. In entrambi i casi l’Inter aveva individuato un obiettivo prioritario in un giocatore dell’Atalanta e in entrambi i casi il trasferimento non si è concretizzato.

La differenza, però, è enorme: Lookman era già una realtà consolidata, aveva dimostrato il proprio valore in Serie A, nelle coppe europee e nelle grandi partite. L’investimento richiesto (comunque minore rispetto a quello di Palestra) sarebbe stato certamente oneroso, ma riguardava un giocatore che aveva già fornito garanzie ad altissimo livello. Per di più Lookman non fu “scippato” da un’altra compagine: il trasferimento all’Atletico Madrid si concretizzerà infatti solo durante il mercato invernale.

Palestra rappresentae un discorso completamente diverso.

Parliamo di un ragazzo che ha mostrato qualità importanti, che ha margini di crescita evidenti e che potrebbe diventare un top player. Ma ad oggi resta un calciatore con una sola stagione da titolare in Serie A alle spalle, maturata con la maglia del Cagliari.

Prima ancora c’erano state alcune apparizioni con l’Atalanta e una stagione da protagonista con la formazione Under 23 bergamasca in Serie C.

Un po’ poco per un investimento da capogiro (avrebbe superato anche Vieri come acquisto italiano più oneroso nella storia dell’Inter,- per intenderci).

Cinquanta milioni per una promessa (una bella promessa, ma pur sempre una promessa)

L’aspetto che più colpisce della trattativa riguarda le cifre.

L’Inter era arrivata a un accordo con l’Atalanta sulla base di 45 milioni di euro più 5 di bonus. Una spesa enorme per gli standard recenti del club e una cifra che avrebbe rappresentato uno degli investimenti più importanti dell’era Oaktree, a cuio si sarebbe aggiunto un contratto significativo per il giocatore.

Poi è arrivato il Chelsea: la società londinese non solo avrebbe superato (usiamo il condizionale doveroso fino all’ufficializzazione del trasferimento) l’offerta destinata all’Atalanta, ma avrebbe anche praticamente raddoppiato l’ingaggio concordato con l’Inter. A quel punto i nerazzurri hanno scelto di fermarsi.

Una decisione che può essere letta come una sconfitta sul mercato oppure come un segnale di maturità gestionale, perché una cosa è investire cifre importanti su un giocatore già formato, un’altra è spendere oltre 50 milioni per un talento che deve ancora dimostrare tutto.

L’Atalanta vende benissimo ma chi compra non sempre fa un affare

Esiste poi un altro aspetto che merita una riflessione: negli ultimi dieci anni l’Atalanta è stata probabilmente la società italiana più brava nel valorizzare e vendere i propri talenti.

Basta guardare alcuni dei nomi più importanti ceduti dal club bergamasco (due dei quali proprio all’Inter): Roberto Gagliardini, Andrea Conti, Franck Kessié, Bryan Cristante, Dejan Kulusevski, Robin Gosens, Cristian Romero, Rasmus Højlund, Teun Koopmeiners.

Quanti di questi calciatori hanno realmente confermato, nelle rispettive destinazioni, il valore attribuito loro al momento della cessione?

Le 10 cessioni più ricche dell’Atalanta negli ultimi dieci anni

Di seguito le principali plusvalenze realizzate dal club bergamasco nell’ultimo decennio. Le cifre riportate possono variare leggermente a seconda delle fonti consultate e dell’inclusione o meno di bonus, prestiti onerosi e percentuali sulla futura rivendita.

# Giocatore Destinazione Valore
1 Rasmus Højlund Manchester United 75 mln + bonus
2 Cristian Romero Tottenham 50 mln + bonus
3 Dejan Kulusevski Juventus 35 mln + bonus
4 Franck Kessié Milan 26-32 mln
5 Alessandro Bastoni Inter 31 mln
6 Amad Diallo Manchester United 25 mln + bonus
7 Andrea Conti Milan 24 mln
8 Bryan Cristante Roma 22 mln
9 Robin Gosens Inter 22-27,4 mln
10 Roberto Gagliardini Inter 20,5 mln

Fonte: elaborazione su dati Transfermarkt e ricostruzioni di stampa. Importi indicativi comprensivi, ove previsto, di bonus facilmente raggiungibili.

Gagliardini non è mai diventato il centrocampista dominante che molti immaginavano (anzi, all’Inter ha fatto abbastanza male dopo i primi sei mesi incoraggianti). Andrea Conti ha visto la propria carriera frenata dagli infortuni. Cristante ha avuto un percorso fatto di alti e bassi. Gosens, arrivato all’Inter, non è riuscito a replicare il livello mostrato a Bergamo. Kulusevski ha costruito una buona carriera senza però trasformarsi nel fenomeno che qualcuno prevedeva.

Naturalmente (è giusto essere onesti intellettualmente) esistono anche esempi che raccontano il contrario: Alessandro Bastoni (il nostro Alessandro Bastoni pagato uno sproposito nonostante non avesse quasi mai giocato in serie A) è diventato uno dei migliori difensori europei; Cristian Romero continua a essere un punto di riferimento della Nazionale argentina e della Premier League; Kessié ha avuto anni importanti al Milan.

D’altro questi casi dimostrano un altro concetto: il giudizio su un giovane talento non può essere immediato, ché il loro valore è stato espresso negli anni.

Palestra potrebbe diventare uno dei migliori esterni d’Europa e tra qualche anno il Chelsea potrebbe ritrovarsi tra le mani un patrimonio tecnico ed economico enorme oppure potrebbe rivelarsi un ottimo giocatore senza raggiungere il livello richiesto da un investimento di queste dimensioni o, ancora, potrebbe rivelarsi un flop da 50+ milioni di euro (per il calcio italiano intero ci auguriamo di no).

L’Inter perde un obiettivo che considerava strategico e questo resta un dato di fatto, allo stesso tempo, però, la società ha scelto di non partecipare a un’asta poco sensata, laddove le risorse (che, ahinoi, nel nostro caso sono limitate) potranno essere indirizzate altrove.

Se tra cinque anni Palestra sarà uno dei migliori laterali del mondo, il rimpianto sarà inevitabile. Se invece il suo percorso dovesse rivelarsi meno straordinario di quanto oggi si immagina, dovremmo rivedere le aspre critiche mosse alla dirigenza in queste ultime ore sull’onda dell’emotività (per altro legata ai precedenti degli anni passati – quando obiettivi sbandierati sono stati puntualmente mancati).

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