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È il bomber prima del bomberismo. Il bomber cui i brand puntavano per poter utilizzare il termine in maniera propria. È colui il quale è stato con le veline quando le veline erano un punto di riferimento estetico culturale nel Bel Paese (quando Striscia La Notizia faceva ascolti da record, mica come adesso che lo hanno addirittura chiuso) e anche per questa ragione tanti ragazzini avrebbero voluto fare i calciatori
(Per citare Gionni Gioielli in Antonio Di Pietro
I ragazzi di oggi voglion fare i soldi con le rime
Ai miei tempi sognavano il calcio e scopare veline
Ora le chart son piene di rapper italiani
Ma almeno una volta ci qualificavamo per i mondiali).
Parliamo di Cristian Vieri, altresì noto come Bobo.
Figlio d’arte, viene soprannominato così perché il padre viene chiamato Bob (soprannome ben più logico, da Roberto).
Come il padre gira l’Italia e il mondo, ma se il genitore ha la sua parentesi più importante in termini di annate disputate con la stessa maglia con quella del Bologna, nel caso di Bobo, il luogo dove rimane più a lungo è Milano.
Perché se ovunque dura una stagione o poco più (tanto da venir soprannominato – ai tempi in cui il politically correct non andava di moda – lo zingaro del calcio) Vieri a Milano – sponda nerazzurra – gioca nel 190 gare, condite da 123 reti: una media gol importantissima, con tanto di titolo di capocannoniere nella stagione 2002/03.
Purtroppo, con il club, non vince nulla – sfiora lo scudetto del 5 maggio e incamera tante altre delusioni (noi tifosi – che sognavamo di vederlo in campo con Ronaldo e Baggio – anche più di lui), per poi passare sull’atltra sponda di Milano (dove durerà poco e non farà benissimo) nel 2005.
Dal 2022 fa parte della Hall of Fame dell’Inter e, nonostante il rapporto fatto d’amore e odio in quel glorioso inizio di millennio (ci furono fischi e vicende extra campo dai contorni non chiarissimi), negli anni ha assunto il ruolo di leggenda del club.
Ed è diventato tifoso dell’Inter.
Perché se in qualche intervista d’annata si possono leggere sue parole pro Juventus (club dove hanno giocato sia lui che Bob, entrambi per una stagione), ultimamente le cose sono cambiate.
Se prima dichiarava a Chi “Sono per la Juve, bianconero dentro”, in una intervista rilasciata a Radio Serie A di RDS ha dichiarato:
“Quale squadra tifo? Io ho tifato tutte le squadre in cui ho giocato, ma l’Inter è la squadra che mi ha dato di più. Io non sarei mai andato via, sono stati sei anni difficili e sofferti, ma proprio per questo sono attaccato all’Inter. La gente aspettava me o Ronaldo per vincere uno scudetto, volevamo vincere tutti. È mancato sempre poco, ho lasciato tutto me stesso lì in quei sei anni di Inter. Ho giocato partite che non avrei dovuto giocare, non mi reggevo in piedi. Potevamo andare in finale di Champions, potevamo vincerla. Ho sofferto di non aver vinto. Avevamo una squadra piena di giocatori incredibili”.
E non è l’unica volta che s’è esposto così
