John Stones nuovo numero 6 dell’Inter: la storia della maglia da Roberto Carlos a de Vrij

DiNerazzurri.News

Ago 20, 2026

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Un tempo era il numero del libero. Oggi, dopo essere rimasta per otto stagioni sulle spalle di Stefan de Vrij, la maglia numero 6 dell’Inter passa a John Stones: un altro grandissimo difensore, protagonista per un decennio con il Manchester City e arrivato a Milano a parametro zero.

L’inglese raccoglie un’eredità importante. De Vrij ha infatti lasciato l’Inter dopo otto stagioni e 296 presenze complessive, nelle quali ha contribuito alla conquista di tre Scudetti e di numerosi altri trofei. Nell’ultima annata il suo impiego era diventato più moderato e anche per questo l’olandese ha preferito non rinnovare, scegliendo di proseguire la propria carriera al Panathinaikos.

Prima di arrivare a de Vrij e Stones, però, la numero 6 nerazzurra ha avuto una storia piuttosto movimentata: è stata indossata da diversi fuoriclasse, ma anche da alcune meteore.

Andiamo con ordine e partiamo dalla stagione 1995/96: fu Roberto Carlos il primo a indossare la maglia numero 6.

Parliamo di un fuoriclasse assoluto, giunto in Europa grazie all’Inter e andatosene a causa di Roy Hodgson: scriverà la storia del Real Madrid e rimarrà uno dei più grandi rimpianti tra i giocatori di fascia che troppo presto hanno lasciato la Milano nerazzurra (un po’ come João Cancelo e, qualche anno più tardi, Achraf Hakimi).

Più che un terzino sinistro, un esterno di sinistra, Roberto Carlos era un giocatore totale.

E lo sappiamo bene noi che lo schieravamo centravanti nei giochi di calcio, in quello che ha rappresentato un piccolo trucco perfettamente legale del videogioco.

Dopo Roberto Carlos, un altro fuoriclasse indimenticato come Youri Djorkaeff. Franco-armeno, fu il primo grandissimo acquisto di Massimo Moratti e ci regalò tante emozioni, tra cui un gol contro la Roma che rappresenta una vera e propria perla rara del gioco del pallone.

Dopo Djorkaeff arrivarono diversi giocatori frenati dai problemi fisici e altri tre brasiliani (oltre a due portoghesi), per un numero di maglia che fino all’approdo di de Vrij non aveva trovato troppa pace, fatta eccezione per la parentesi tra il 2009/10 e il 2011/12.

La numero 6 è stata indossata, in ordine, da:

Paulo Sousa, centrocampista portoghese che con la casacca dell’Inter giocò una sola, dimenticabile stagione con Marcello Lippi in panchina.

Michele Serena (1999/00-2000/01) e Cristiano Zanetti (2001/02-2005/06), entrambi a lungo colpiti da problemi fisici di diversa natura.

Quindi due brasiliani, Maxwell e Lucio. Il secondo fu naturalmente il titolare della numero 6 nell’annata del Triplete, oltre che uno dei pilastri della difesa costruita da José Mourinho.

Dopo di loro arrivarono quattro giocatori che, per ragioni differenti, non furono capaci di lasciare il segno in nerazzurro: Matías Silvestre, in estrema difficoltà in una piazza importante come quella meneghina; Marco Andreolli, arrivato come rincalzo con il vantaggio di essere cresciuto nelle giovanili nerazzurre; Dodô, frenato dai problemi fisici a gogò; e infine João Mário, uno degli acquisti più costosi e meno riusciti della gestione Suning.

Nel 2018 la maglia passò a Stefan de Vrij, arrivato a parametro zero dalla Lazio. E finalmente la numero 6 trovò un padrone stabile: otto stagioni, 296 presenze e nove trofei, prima della decisione di lasciare Milano per cercare maggiore continuità al Panathinaikos.

Adesso tocca a John Stones. Un difensore moderno, elegante, capace di impostare l’azione e persino di trasformarsi in centrocampista quando necessario: caratteristiche che, in fondo, lo rendono particolarmente adatto a indossare quello che un tempo era il numero del libero.

Dopo Roberto Carlos, Djorkaeff, Lucio e de Vrij, la maglia numero 6 dell’Inter avrà dunque un altro grandissimo interprete e Stones, intanto, ha già cominciato con il piede giusto, segnando il gol decisivo contro il Betis nella sua prima apparizione in nerazzurro (sebbene in amichevole).

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