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Meteore in nerazzurro | Ricordate l’unica rete di Christian Panucci con la maglia dell’Inter?

Prima dell’inizio della stagione 1999/00, come in tante occasioni ma forse ancor più che in tante altre occasioni, sull’Inter c’erano grandissime aspettative.

Perché il club nerazzurro poteva vantare sulla presenza in rosa di calciatori (laddove calciatori è limitante) come Ronaldo e Roberto Baggio, cui si andavano aggiungere durante il mercato estivo rinforzi del calibro di Bobo Vieri (allora centravanti della Nazionale), Angelo Peruzzi e Laurent Blanc.

Non solo: in panchina giungeva l’ex rivale Marcello Lippi, capace di vincere tutto sulla panchina della Juventus.

Vincerà tutto anche in nerazzurro?

L’inizio del campionato è quantomeno esaltante: 3-0 in casa contro l’Hellas all’esordio con tripletta di Vieri, 0-0 a Roma contro i giallorossi allenati da Zeman, 5-1 in casa contro il Parma, 1-0 in trasferta contro il Torino e, alla quinta, il Piacenza tra le mura amiche.

L’Inter ha la possibilità di passare in vantaggio con un rigore per fallo su Paulo Sousa ma il violentissimo tiro di Christian Vieri si infrange contro il palo.

Il primo tempo finisce 0-0 e nella ripresa, al 13′, Georgatos va a battere un calcio d’angolo e disegna una parabola perfetta per un’incornata.

Sulla palla si fiondano in due: Ivan Zamorano e un altro neo-acquisto dei nerazzurri ed ex rivale (ma perché milanista), Christian Panucci.

Ed è proprio il terzino desto nato a Savona ad incornare la palla e realizzare la rete del vantaggio.

Sarà la prima ed ultima rete in nerazzurro di Panucci.

L’Inter da lì in poi vivrà un periodo complicato, perderà distanza dalla vetta e a fine stagione concluderà al quarto posto. Panucci verrà messo da parte per incomprensioni con Lippi (nonostante a inizio stagione l’ex Milan e Real Madrid s’era dichiarato “orgoglioso di lavorare con lui”) e a fine stagione potrà contare 31 presenze totali tra campionato e coppa Italia.

Lascerà quindi l’Inter, dapprima in prestito al Chelsea e poi al Monaco a titolo definitivo.

Per lui, quella nerazzurra, rimarrà forse la peggiore parentesi di una importantissima carriera.

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