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John Stones ha lasciato il Manchester City dopo dieci stagioni e 20 trofei, scegliendo l’Inter per la prima esperienza della sua carriera fuori dall’Inghilterra. Un trasferimento a parametro zero che aggiunge un altro nome importante alla storia condivisa dai due club.
Con il suo arrivo salgono infatti a 14 i giocatori che hanno indossato entrambe le maglie – passando qualche volta dalla Serie A a Manchester e qualche volta facendo il percorso contrario (dall’Etihad a Milano) ma il più delle volte vivendo in Inghilterra gli anni migliori della propria carriera.
Nella lista convivono protagonisti della Champions League, vincitori di campionati, meteore difficili da ricordare e giocatori passati quasi senza lasciare traccia. Stones, almeno per curriculum, si presenta come uno dei nomi più prestigiosi dell’intero gruppo.
Da Ousmane Dabo a Maicon: i primi incroci tra Inter e Manchester City
Il primo in assoluto ad aver le due maglie è Ousmane Dabo. Arrivato all’Inter nel 1998 dal Rennes, da nazionale francese Under 21, la sua esperienza nerazzurra si fermò a 18 presenze. Dopo le buone stagioni con Atalanta e Lazio, nel 2006 fu portato al Manchester City da Stuart Pearce. Anche con la maglia dei Citizens 18 gare ufficiali, condizionato come fu da problemi fisici e da un’espulsione rimediata nelle prime settimane.
Ancora più difficile da ricordare è il passaggio interista di Bernardo Corradi: l’attaccante (che fu di proprietà dell’Inter per lungo tempo – compreso il periodo clivense) disputò appena quattro minuti con la maglia nerazzurra, entrando nel finale della partita di Champions League contro lo Sporting nell’estate del 2002. Al Manchester City arrivò nel 2006. L’esordio con espulsione contro il Chelsea non fu il migliore dei segnali e la prima delle sue tre reti con la squadra inglese arrivò soltanto alla tredicesima presenza. I tifosi del City ricordano di Corradi soprattutto la curiosa esultanza durante la quale “nominò cavaliere” il compagno di squadra Joey Barton utilizzando la bandierina del calcio d’angolo.
David Pizarro ebbe invece l’allenatore doppio ex Roberto Mancini come filo conduttore (e non è l’unico, vedremo).
Il cileno giocò nell’Inter nella stagione 2005/06, trovando meno spazio rispetto alle esperienze con Udinese e Roma (delle cui mediane fu padrone assoluto). Mancini lo richiamò quindi nel gennaio 2012, ottenendone il prestito per la seconda parte della stagione del primo titolo inglese del nuovo City (sebbene le sue presenze, anche in questo caso, furono poche – e l’unico gol arrivò contro il Porto in Europa League).
Ben diverso il peso avuto da Maicon a Milano: tra il 2006 e. il 2012 il brasiliano fu uno dei terzini più forti e spettacolari del calcio europeo. Con l’Inter vinse quattro scudetti, due Coppe Italia, tre Supercoppe italiane e soprattutto la Champions League del 2010.
Al Manchester City arrivò quando la fase migliore della sua carriera era ormai alle spalle. Disputò 13 partite nella stagione 2012/13, senza riuscire a riproporre il rendimento mostrato in nerazzurro, e tornò subito in Italia per vestire la maglia della Roma (dove fece meglio che in Inghilterra).
Balotelli e Vieira, protagonisti con entrambe le maglie
Tra i giocatori capaci di lasciare un segno riconoscibile tanto in Italia quanto in Inghilterra c’è certamente Mario Balotelli. Esordì giovanissimo con l’Inter, segnò gol importanti e contribuì alla conquista di tre scudetti e della Champions League. Il rapporto con l’ambiente nerazzurro divenne progressivamente complicato (nulla di strano per Supermario, che spessissimo ha fatto terra bruciata attorno a lui) ma il talento non fu mai in discussione.
Nell’estate del 2010 fu Roberto Mancini a volerlo a Manchester (convincendo la società a pagare quasi 30 milioni di euro per lui). Anche in Inghilterra alternò giocate decisive, espulsioni e vicende extrasportive (ricordate la maglietta Why Always Me?). Fu comunque uno dei protagonisti del City che tornò a vincere: conquistò la FA Cup nel 2011 e partecipò al titolo del 2012, servendo a Sergio Agüero il pallone del celebre gol contro il Queens Park Rangers.
Mancini portò al City anche Patrick Vieira, arrivato all’Inter nel 2006 dopo la parentesi alla Juventus. Il francese vinse tre scudetti in nerazzurro, pur dovendo convivere con diversi problemi fisici. Nel gennaio 2010 si trasferì a Manchester per affrontare l’ultima parte della carriera e la sua ultima presenza da calciatore coincise con la finale di FA Cup vinta contro lo Stoke City nel 2011. Vieira rimase poi al Manchester City, inizialmente con un ruolo dirigenziale e successivamente come allenatore del settore giovanile.
Anche Aleksandar Kolarov appartiene alla lunga connessione tra il club inglese e il calcio italiano. Dopo essersi fatto conoscere con la Lazio, il serbo trascorse sette stagioni a Manchester, collezionando 247 presenze, 21 gol e diversi trofei, tra cui due Premier League.
Le sue conclusioni dalla distanza e i calci piazzati lo resero uno dei terzini più apprezzati dai tifosi del City. L’Inter fu invece l’ultima squadra della sua carriera, tra il 2020 e il 2022 (ed è oggi la piazza dove ricopre il ruolo di allenatore in seconda, a supporto di Cristian Chivu).
Dzeko, Jovetic e Caicedo: tre attaccanti, tre esperienze ben differenti
Edin Dzeko ha avuto un ruolo importante in entrambi i club. Al Manchester City arrivò nel gennaio 2011 e segnò 72 reti in 189 partite. Vinse due Premier League, una FA Cup, una Coppa di Lega e un Community Shield, partecipando alla trasformazione della squadra in una potenza del calcio inglese.
Dopo sei stagioni alla Roma, nel 2021 passò all’Inter. In due anni realizzò 31 gol, vinse due Coppe Italia e due Supercoppe italiane e raggiunse la finale di Champions League del 2023. A Istanbul ritrovò proprio il Manchester City: vinsero gli inglesi per 1-0, grazie alla rete di Rodri, completando il primo Triplete della loro storia.
Meno fortunata fu l’esperienza inglese di Stevan Jovetic. Il montenegrino arrivò dalla Fiorentina nel 2013, ma gli infortuni gli impedirono di trovare continuità. Vinse comunque Premier League e Coppa di Lega nella sua prima stagione. Nel 2015 fu ceduto in prestito all’Inter, dove rimase per due annate senza riuscire a replicare quanto fatto vedere in toscana.
Percorso simile – da comprimario con le maglie di City e Inter – per Felipe Caicedo. Il City lo acquistò dal Basilea nel 2008, quando era ancora giovanissimo. Segnò otto reti in 35 presenze, prima di cominciare un lungo viaggio tra Sporting Lisbona, Malaga, Levante, Espanyol, Lazio e altre squadre.
Nel gennaio 2022 raggiunse l’Inter in prestito dal Genoa, ritrovando il suo mentore in biancoceleste Simone Inzaghi. La sua avventura nerazzurra si ridusse però a tre ingressi dalla panchina e 21 minuti complessivi.
Da Cancelo a Kovacic, fino all’arrivo di Akanji
João Cancelo giocò nell’Inter nella stagione 2017/18, in prestito dal Valencia. Dopo un avvio complicato, conquistò il posto da titolare e mise in mostra una notevole qualità offensiva. Il club nerazzurro non lo riscattò e il portoghese passò prima alla Juventus e poi al Manchester City.
Con Pep Guardiola divenne un elemento tattico prezioso, capace di giocare sulle fasce e di entrare in mezzo al campo durante la costruzione della manovra. In 154 presenze vinse, tra gli altri trofei, tre Premier League.
Mateo Kovacic arrivò a Milano dalla Dinamo Zagabria nel gennaio 2013. Il talento era evidente, anche se l’Inter attraversava una fase di ricostruzione poco favorevole alla crescita di un centrocampista così giovane e così nel 2015 fu ceduto al Real Madrid.
Il Manchester City lo ha acquistato nel 2023 dal Chelsea. Nella sua prima stagione con Guardiola ha conquistato la Premier League, aggiungendola a un palmarès nel quale figuravano già quattro Champions League vinte con il Real Madrid e un’altra alzata con il Chelsea.
Arrivando quindi ai doppi ex più recenti, Manuel Akanji fu acquistato dal City nel 2022 e si impose rapidamente per affidabilità, duttilità e capacità di gestire il pallone, diventando uno dei protagonisti della squadra che nel 2023 vinse Premier League, FA Cup e Champions League.
Nell’estate del 2025 il difensore svizzero si è trasferito a Milano, diventando subito un elemento centrale della retroguardia nerazzurra. Dopo la prima stagione in prestito con obbligo condizionato, il suo passaggio all’Inter è diventato definitivo.
John Stones all’Inter dopo dieci anni e 295 presenze con il City
L’ultimissimo arrivato è anche uno dei più rappresentativi. John Stones ha firmato con l’Inter fino al 30 giugno 2028, dopo la scadenza del contratto che lo legava al Manchester City. Per il difensore inglese, nato nel 1994, si tratta della prima esperienza professionistica lontano dal proprio Paese.
Cresciuto nel Barnsley e affermatosi con l’Everton, Stones fu acquistato dal City nell’estate del 2016. Nei dieci anni successivi ha raccolto 295 presenze e 19 gol in tutte le competizioni, diventando uno dei simboli della squadra costruita da Guardiola.
La sua qualità tecnica ha consentito al tecnico catalano di utilizzarlo non soltanto come difensore centrale: Stones ha giocato anche da terzino e da centrocampista aggiunto, con il compito di avanzare durante la costruzione della manovra.
Nella già citata finale di Champions League contro l’Inter Stones disputò una delle migliori prestazioni della sua carriera, giocando da centrale in fase difensiva e alzandosi a centrocampo quando il City aveva il possesso, contribuendo alla vittoria per 1-0. Tre anni più tardi, quella stessa Inter lo ha scelto per rinforzare la propria difesa – e con Stones all’Inter i doppi ex diventano quattordici.
