È una delle poche mancanze nella bacheca nerazzurra a livello internazionale: abbiamo vinto Coppe Uefa (tre volte), Champions League (tre volte) ma mai una volta siamo riusciti nella storia ad alzare al cielo la Coppa delle Coppe.
Competizione scomparsa nel 1999, ci ha visto partecipare ben poche volte anche perché coppe Italia, prima dei gloriosi anni zero che ci hanno fatto tornare un top club ma davvero, se n’era vinte poche. Appena tre, con la terza vinta nella stagione 1981/82.
Nella stagione 1982/83, quindi, ci trovammo a competere per la Coppa delle Coppe, altresì nota come Cup Winners’ Cup (la coppa dei vincitori della coppa).
La Coppa delle Coppe 1982/83 e quei rigori entrati nella storia
Andiamo avanti fino ai quarti di finale, quando incontriamo il Real Madrid – che non è il Real Madrid galactico dei tempi moderni ma è pur sempre una delle squadre più blasonate d’Europa (pur vivendo un periodo non dei migliori: il percorso ricorda un po’ quello della Beneamata).
Dopo il pareggio tra le mura amiche per 1-1 (in una gara ricordata per gli incidenti causati dagli ultras) in terra iberica i nerazzurri perdono per 2-1 pur avendo chiuso il primo tempo in vantaggio per 1-0 grazie alla rete di Altobelli.
Per la cronaca, il Real Madrid (guidato da Alfredo Di Stefano) poi arriverà in finale ma si piegherà agli scozzesi dell’Aberdeen, allenati da un certo Alex Ferguson.
Ma non siamo qui per parlare di quel percorso europeo, ma per quanto accaduto il 15 settembre del 1982 a Milano, nella gara d’andata dei Sedicesimi di finale contro lo Slovan Bratislava.
In una gara non bellissima (con tanto di pioggia di fischi tra il primo e il secondo tempo) Evaristo Becalossi diventa protagonista di qualcosa di unico – sebbene poi qualcuno riuscirà a far peggio (Martin Palermo contro la Nigeria con la maglia dell’Argentina): sbaglia due rigori in 5′, tirando per due volte alla sinistra del portiere – la prima volta la palla andrà fuori, la seconda verrà respinta dal numero uno slovacco Milan Mana (scomparso n4el 2021 a 64 anni).
Beccalossi verrà poi sostituito, lasciando la propria squadra sullo 0-0 (alla fine la vittoria arriverà, con le reti di Altobelli e Sabato), ed entrando nella storia – sebbene dalla porta sbagliata.
Il momento storico, profondamente interista, laddove per interismo intendiamo quello da Pazza Inter (quello che uno come Antonio Conte non è mai riuscito a comprendere) è stato poi reso immortale da un monologo di Paolo Rossi, che ha pur qualche licenza poetica.
Rossi parla di semifinale di Coppa Uefa, sbagliando turno e competizione, ma il racconto del cabarettista tifoso dell’Inter rimane decisamente gustoso.
Inoltre, per la cronaca, in questa versione con Beccalossi ospite dello spettacolo si parla di un rigore sbagliato a Roma la settimana dopo il match contro lo Slovan: in realtà, dopo la gara contro i cecoslovacchi l’Inter giocò in casa contro la Sampdoria e la gara giocata a Roma contro i giallorossi (giocata il 12 dicembre 1982) non vedrà proprio Beccalossi scendere in campo.
Nulla che infici la leggenda, per carità, ma è giusto riportare la verità anche laddove parliamo quasi di mito
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