La storia di Marco Landucci all’Inter: da secondo di Pagliuca nella metà dei ’90 a secondo di Allegri (e rivale per sempre)

DiNerazzurri.News

Set 5, 2026

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Nel febbraio del 1995 – piena metà degli anni ’90 – l’Inter vive un momento destinato a cambiare la propria storia: il presidente Ernesto Pellegrini (in carica dal 1984) decide di vendere il club. A rilevare la proprietà il figlio di un uomo che ha significato tanto, tantissimo per la storia dell’Inter: parliamo di Massimo Moratti, figlio di Angelo, il presidente della Grande Inter.

Appena insediatosi, Moratti dichiara: “Non l’abbiamo mai considerata un’azienda, l’abbiamo sempre considerata una passione e basta”.

Questa attitudine si vedrà durante tutti gli anni della presidenza e soprattutto in avvio, quando la confusione ha la meglio: Moratti deve prendere le misure e – soprattutto all’inizio della sua esperienza come numero uno del club – la continuità sportiva non è una peculiarità della gestione Moratti.

Dopo aver ereditato Ottavio Bianchi in panchina, lo conferma per la stagione successiva – dopo una Coppa Uefa conquistata all’ultimo respiro (ma ricordo che la decisione giunse dopo un derby vinto 3-1) – per poi sconfessare la scelta dopo la storica sconfitta contro il Lugano, proprio in Europa.

Arriva quindi il british Roy Hodgson, che alla sua prima stagione dall’inizio (la 1996/97 – quella della finale di Coppa Uefa persa con sfuriata di Zanetti) si dimette a due giornate dalla fine del campionato.

Ma non è di allenatori che vogliamo parlare, non adesso quantomeno, quanto di portieri. Di dodicesimi, nello specifico.

I dodicesimi del primo Moratti: Mondini e Landucci

Parliamo di secondi portieri. Se andiamo agli anni ’80 e ai primi ’90 non possiamo non pensare ad Astutillo Malgioglio e Beniamino Abate. In tempi recenti non possiamo non pensare a Francesco Toldo e Samir Handanovic.

In assoluto il ruolo del dodicesimo (che merita un approfondimento a se stante) in casa Inter è stato affidato allo stesso calciatore per più stagioni.

Non è stato così nei primi due anni dell’epopea morattiana: il turbillon di calciatori ha riguardato anche il ruolo di portiere in seconda. E se il secondo di Pagliuca alla prima mezza stagione di Moratti è stato Mondini, nella prima stagione piena di Moratti viene scelto dalla dirigenza: è un portiere toscano di 31 anni con un gran futuro alle spalle.

È stato protagonista della promozione in serie B del Parma di Sacchi (con 14 reti subite in 34 gare disputate nella stagione 1985/86) e ha sfiorato la Nazionale nel 1988, da portiere della Fiorentina: Azeglio Vicini lo convoca in più occasioni ma non scende mai in campo anche perché davanti a due portieri del calibro di Zenga e Tacconi.

Parliamo di Marco Landucci, reduce da una grande stagione in serie C1 con l’Avellino, riportato in serie B anche grazie ai suoi rigori parati nella finale dei playoff contro il Gualdo.

Arriva quindi la chiamata per il ritorno in Serie A.

Lo ha raccontato lo stesso Landucci a Orticalab, giornale avellinese, in un’intervista di qualche tempo fa (l’unica che ho trovato in cui accenna alla sua parentesi interista):

“Sì, avevo un altro anno di contratto ma non ho saputo dire di no ad una squadra di Serie A. Mi ha cercato l’Inter e ho accettato di fare il secondo. Se sono arrivato lì a fine carriera lo devo soprattutto all’esperienza che ho vissuto ad Avellino”.

A fine stagione – dopo nessuna presenza ufficiale – viene lasciato andare (a fare il dodicesimo altrove) e a Milano arriverà Mazzantini – primo grande dodicesimo del corso morattiano.

Per Landucci una sola stagione in nerazzurro.

E a partire dagli anni ’10 del nuovo millennio il caso vuole che diventi dell’Inter grande rivale.

È il Presidente del Cagliari Cellino a scegliere Landucci come vice di Massimiliano Allegri nella prima esperienza in serie A da allenatore di acciughina

Non sappiamo se è questione di provenienza geografica – sono entrambi toscani – ma il sodalizio diventerà indissolubile:

nel 20120 Berlusconi sceglierà Allegri e Landucci lo seguirà come allenatore dei portieri, per poi tornare suo vice quando Allegri verrà scelto da Marotta per il post Conte.

Da quel momento Landucci rimarrà suo vice per sempre.

Lo è oggi al Napoli, lo è stato la scorsa stagione al Milan e ancor prima nel ritorno alla Juventus, quando Allegri ha optato per i bianconeri anche dinnanzi alla possibilità di sedersi sulla panchina dell’Inter.

Erano i giorni fine maggio del 2021: Allegri, reduce da cinque scudetti di fila ma fermo da due stagioni, è richiesto dalla ex Juventus e dall’Inter di Marotta per il post Conte.

Sappiamo benissimo come andrà a finire: Allegri sceglierà i bianconeri e vincerà a mala pena una Coppa Italia, mentre l’Inter di Inzaghi vincerà sì un solo scudetto ma otterrà tante altre soddisfazioni (con due finali vinte dai nerazzurri contro la Juve di Allegri e Landucci, in Coppa Italia e in supercoppa italiana).

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