Calciatori inglesi nella storia dell’Inter: Hitchens, Ince, Ashley Young e John Stones

DiNerazzurri.News

Ago 3, 2026
Giocatori inglesi nella storia dell'Inter

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Era il marzo del 2021 quando decidevamo di tributare un articolo ai giocatori inglesi che nella ultracentenaria storia dell’Inter hanno vestito la maglia dell’Inter: se è vero che gli inglesi hanno inventato il football, è altrettanto vero che sono ben pochi i giocatori inglesi ad aver vestito il nerazzurro.

Ne scrivevamo per criticare il declino di Ashley Young (59 presenze e 5 gol in una stagione e mezzo con la maglia dell’Inter): parlavo di “ennesima esperienza non esaltante di un giocatore inglese con la maglia dell’Inter”.

Per poi precisare: “non che abbia fatto male, ma nemmeno benissimo: esattamente come i due precedenti (tre aggiungendo Ben Greenhalgh – classe ’92 che attualmente gioca nella sesta serie inglese – che però non ha mai esordito in prima squadra)”.

Il classe ’92 Greenhalgh (la cui parabola meriterebbe un articolo a se stante e probabilmente un giorno glielo dedicheremo pure) è agli sgoccioli della sua carriera, ed è oggi allenatore – giocatore del Dartford, mentre di seguito dedicheremo una parentesi più ampia agli inglesi che il nerazzurro lo hanno vestito davvero.

Inglesi in nerazzurro, i precedenti dagli anni ’60 a Stones

Il primo inglese ad aver vestito la casacca nerazzurra è Gerald Archibald Hitchens, meglio noto semplicemente come Gerry Hitchens: soprannominato ‘pel di carota’ per i suoi capelli, disputò con la maglia nerazzurra due stagioni tra il 1961 e il 1963, vincendo frattanto il primo scudetto dell’era Moratti (padre).

Per lui 20 gol in 43 presenze, prima di trasferirsi al Torino (in seguito giocherà anche con le casacche di Atalanta e Cagliari). È il calciatore inglese che ha totalizzato complessivamente più presenze e reti in serie A ma nonostante ciò non è esattamente il più noto (anche perché il connubio calciatori inglesi – calcio italiano non è famoso per i grandi risultati).

Sono 74 le presenze e 13 le reti per Paul Emerson Carlyle Ince, giunto all’inizio della stagione 1995/96 per 13,5 miliardi di lire dal Manchester United (Moratti voleva Cantona, ma comprò il grintoso centrocampista – dotato di ottimi tempi di inserimento): per lui due stagioni in nerazzurro, con buone prestazioni nel momento in cui sulla panchina si sedette il connazionale Roy Hodgson.

Oggi Ince ricorda con grande affetto quell’esperienza:

“All’Inter, però, è stato speciale: è scattata una connessione che non ho mai provato altrove. Ho sentito e sente ancora un amore unico” – ha raccontato lo scorso dicembre alla vigilia della gara contro il Liverpool, altro club in cui ha vissuto una parentesi importante della propria carriera.

L’ultimo arrivato, a cinque anni di distanza da Young, è ancor più low budget del giocatore di fascia: se Young costò solo un milione e mezzo di euro, a parametro zero (non sappiamo se ci sono stati bonus alla firma) arriva nell’estate del 2026 John Stones, difensore centrale classe ’94 sicuramente affidabile da un punto di vista della caratura e dell’esperienza internazionale (ben meno dal punto di vista della tenuta fisica).

Stones diventa così il quarto inglese della storia dell’Inter (e il primo centrale di difesa inglese a vestire la maglia nerazzurra), nella speranza che possa scrivere la storia più dei precedenti.

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