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Luca Toni è numero uno. È cosa ben nota.
Ma purtroppo non ha mai vestito la maglia dell’Inter (nonostante nel 2006 ci sia andato parecchio vicino: secondo il suo agente Tullio Tinti, con Moratti era già stato raggiunto un accordo da 25 milioni di euro, prima che la penalizzazione della Fiorentina per Calciopoli spingesse i Della Valle a trattenerlo), mentre ha indossato quella della Juventus.
Abbastanza per ritenerlo un avversario, ancor più considerando come abbia giocato con la magli della Roma nella stagione che ci vide poi vincere il Triplete (e quell’anno i giallorossi erano i nostri più grandi rivali).
Nel 1997, però, Luca non era ancora numero uno. Era reduce da due stagioni in C1 e da tre scampoli di partita in Serie B — e aveva appena vent’anni. Il Fiorenzuola lo acquistò in comproprietà dall’Empoli, che a sua volta lo aveva rilevato dal Modena, ma Toni giocò e segnò poco: appena due reti in 26 presenze. Arrivò addirittura a pensare al ritiro. Fortuna per il calcio italiano che poi non sia accaduto.
Ebbene, nel settembre di quell’anno il Fiorenzuola si trovò a giocare proprio contro la Beneamata, in amichevole, dopo aver sfidato i nerazzurri in Coppa Italia nella stagione precedente. Una gara che l’attaccante di Pavullo nel Frignano ha ricordato qualche tempo fa, con una foto pubblicata sui social.
Quella foto con Ronaldo, Toni, Pioli e Farris
Fiorenzuola-Inter si giocò il 10 settembre 1997 allo Stadio Comunale, davanti a un pubblico accorso soprattutto per vedere Ronaldo il Fenomeno, appena acquistato dal Barcellona e già diventato l’attrazione principale dell’intero campionato italiano.
Prima della partita venne scattata una foto destinata ad assumere un significato particolare con il passare degli anni. Accanto a Ronaldo c’erano Toni e altri due giocatori del Fiorenzuola: Stefano Pioli e Massimiliano Farris.
Il primo sarebbe diventato allenatore dell’Inter nel novembre del 2016, chiamato a sostituire Frank de Boer. La sua esperienza sulla sponda nerazzurra di Milano sarebbe durata appena sei mesi, con una buona parte centrale e un finale da dimenticare (qualche anno più tardi avrebbe poi vinto lo Scudetto alla guida del Milan, ma avrebbe anche perso parecchi derby consecutivi – sempre sulla panchina dei rossoneri).
Farris, interista fin da bambino, sarebbe invece arrivato ad Appiano Gentile nell’estate del 2021 come vice di Simone Inzaghi. Quattro stagioni, uno Scudetto, due Coppe Italia, tre Supercoppe italiane e due finali di Champions League: una permanenza leggermente più fortunata rispetto a quella di Pioli.
Nel 1997, però, era semplicemente il numero 3 del Fiorenzuola. E fu proprio lui a segnare l’unico gol dei padroni di casa.
Toni ha pubblicato quella fotografia sui social accompagnandola con poche parole: “Di quell’anno ho pochissime foto, ma questa vale per tutte”. Difficile dargli torto. Nello stesso scatto c’erano due campioni del mondo (Toni e Ronaldo) e due uomini destinati, in momenti diversi, a sedersi sulla panchina dell’Inter.
Moriero, l’autorete e il gol finale di Ronaldo
L’amichevole terminò 3-1 per i nerazzurri. Francesco Moriero (che sarà poi autore di una grande stagione) sbloccò il risultato al 24’, tre minuti più tardi Vecchio deviò nella propria porta una conclusione di Ganz e al 28’ proprio Farris accorciò le distanze per il Fiorenzuola.
In tre minuti, insomma, era successo quasi tutto.
Toni rimase in campo per tutto il primo tempo, così come Pioli. Nell’Inter partirono titolari, tra gli altri, Bergomi, Galante, West, Zé Elias, Winter, Cauet, Moriero, Ganz e naturalmente Ronaldo. Kanu entrò praticamente subito al posto di Ganz, mentre nella ripresa Simoni inserì anche Youri Djorkaeff.
Il gol più atteso arrivò soltanto all’88’: Ronaldo superò il portiere e chiuse la partita, prima di essere accerchiato al triplice fischio da bambini e tifosi in cerca di una foto o di un autografo.
Il brasiliano accontentò quelli riusciti a raggiungerlo direttamente sul terreno di gioco; gli altri lo attesero inutilmente nella zona degli spogliatoi, mentre lui riusciva a infilarsi sul pullman. Il Fenomeno sapeva dribblare le marcature anche fuori dal campo.
Simoni e “La solita Inter goliardica delle amichevoli”
Per l’Inter quella di Fiorenzuola rappresentava l’ennesima amichevole di un’estate parecchio movimentata. La squadra di Gigi Simoni aveva pareggiato due volte contro il Manchester United, perso ai rigori contro Juventus e Brescia e rimediato due sconfitte contro Roma e Atletico Madrid.
Risultati che avevano alimentato dubbi e polemiche intorno al nuovo allenatore, nonostante il campionato non fosse nemmeno cominciato (l’esordio sarà contro il Brescia e sarà impreziosito dalla rete eterna di Recoba). E anche a Fiorenzuola – tra la prima e la seconda giornata – la prestazione non fu esattamente memorabile.
Simoni non cercò di abbellirla: “È stata la solita Inter delle amichevoli. Che si impegna, ma lo fa a modo suo. Riusciamo solo nelle individualità e sulle giocate dei singoli”.
Aggiunse poi che quella squadra aveva “sempre bisogno di grandi motivazioni per rendere al meglio”, una lettura piuttosto sincera considerato il contesto. Il titolo scelto dal quotidiano piacentino Libertà fu ancora più diretto: “La solita Inter goliardica delle amichevoli”.
Il tecnico aveva comunque sfruttato la serata per effettuare qualche prova. Nella ripresa schierò Ronaldo e Djorkaeff con Kanu alle spalle, una soluzione affascinante ma che in seguito Simoni non ebbe il coraggio di riproporre in gare ufficiali.
Per quanto riguarda Ronaldo, il problema era che troppo spesso veniva lasciato solo contro l’intera difesa avversaria. “Bisogna evitare che gli avversari facciano muro su di lui, che resti isolato”, spiegò Simoni che – in vista dell’impegno di quattro giorni dopo, a Bologna – disse chiaramente: “Sarà tutta un’altra Inter”.
Aveva ragione. I nerazzurri vinsero 4-2 e Ronaldo segnò il suo primo gol in Serie A.
