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Fino alla stagione 2000/01 nessuno aveva osato tanto (erano tempi in cui la stravaganza era stravaganza e non quotidianetà). Poi arrivò Stefano Lombardi, difensore centrale acquistato dalla Lazio, e la maglia numero 99 dell’Inter trovò il suo primo proprietario. Si fa per dire: Lombardi venne convocato per due partite di Coppa Italia, ma non scese mai in campo con i nerazzurri.
Curioso, perché il doppio nove sembra pensato appositamente per un centravanti. Una maglia che promette gol prima ancora di essere indossata. E infatti, dopo l’eccezione Lombardi, è finita quasi sempre sulle spalle di attaccanti: promesse del vivaio, meteore, un talento purissimo e giocatori arrivati a Milano con aspettative decisamente elevate.
Adesso è toccata a Djed Spence, che attaccante non è. L’esterno inglese, arrivato dal Tottenham per raccogliere l’eredità di Denzel Dumfries, ha scelto il 99 ma deve ancora mostrarlo sul campo. Un piccolo problema fisico portato dietro dal Mondiale e la preparazione estiva praticamente saltata hanno suggerito all’Inter di impostare un programma individuale. Nel frattempo, Andy Diouf si è adattato alla fascia destra con risultati più che dignitosi, togliendo al club qualsiasi fretta.
Da Stefano Lombardi a Choutos, i primi numeri 99 dell’Inter
Quella di Lombardi resta una delle esperienze più impalpabili nella storia recente dell’Inter. Arrivò nel 2000, prese la numero 99 e non giocò neppure un minuto. Dopo pochi mesi iniziò una lunga serie di prestiti tra Perugia, Genoa e Ancona. Il primo 99 nerazzurro, insomma, è anche uno dei pochi calciatori che possono dire di avere avuto un numero storico senza averlo mai portato in una partita ufficiale.
Bisognò attendere il 2004 per rivederlo. A sceglierlo fu Lampros Choutos, attaccante greco cresciuto nella Roma e arrivato dall’Olympiacos con una buona reputazione (e con la speranza di poter diventare realtà dopo essere stato a lungo promessa). Non bastò. Nella prima parte della stagione 2004/05 rimase ai margini, poi venne mandato in prestito all’Atalanta. Seguirono Maiorca e Reggina, prima di un ritorno all’Inter nel 2006/07.
Fu allora che il greco riuscì finalmente a indossare la maglia in campo: una presenza in Serie A e due in Coppa Italia. Tre apparizioni complessive, zero gol, ma con uno Scudetto, una Coppa Italia e una Supercoppa italiana inseriti nel curriculum. Non male per uno che, sommando tutto, giocò poche decine di minuti.
Il primo nome realmente pesante arrivò nella stagione 2012/13. Antonio Cassano aveva già utilizzato il 99 alla Sampdoria e al Milan e volle conservarlo anche una volta realizzato il sogno di giocare per la squadra tifata da bambino.
«A livello affettivo ci tenevo molto», spiegò appena arrivato. Con la maglia dell’Inter disputò 39 partite e segnò 10 gol considerando tutte le competizioni. La stagione della squadra, allenata da Andrea Stramaccioni, prese una piega piuttosto disastrosa; Cassano, almeno per diversi mesi, riuscì però a regalare qualità e assist a una formazione progressivamente smontata dagli infortuni (e con Strama arrivarono gli scazzi, dopo l’idillio iniziale).
Zé Turbo e Pinamonti, il 99 passa dal vivaio
Nel 2014 il numero finì sulle spalle di un giocatore dal nome difficile da dimenticare: Junior José Correia, meglio conosciuto come Zé Turbo. Attaccante della Guinea-Bissau, era arrivato giovanissimo dallo Sporting Lisbona e veniva considerato una scommessa interessante per il futuro.
Il futuro, almeno all’Inter, non arrivò mai. Zé Turbo raccolse quattro convocazioni in Serie A tra il 2014/15 e il 2015/16, senza esordire con la prima squadra. La sua carriera sarebbe poi proseguita attraverso Portogallo, Argentina, Francia, Svizzera e Russia: un discreto giro del mondo, con il 99 nerazzurro rimasto soprattutto negli archivi delle rose dell’epoca.
Decisamente più concreta l’esperienza di Andrea Pinamonti, che scelse il numero nelle stagioni 2016/17 e 2017/18. Il centravanti trentino, cresciuto nel settore giovanile interista, esordì con i grandi l’8 dicembre 2016 contro lo Sparta Praga, in Europa League, quando aveva appena 17 anni.
Nella sua prima esperienza raccolse cinque presenze. Tornò poi nel 2020, dopo essere passato da Frosinone e Genoa, riprendendosi il 99 e conquistando lo Scudetto con Antonio Conte. In quella stagione trovò anche il suo primo e unico gol interista, contro la Sampdoria.
Le presenze ufficiali complessive con l’Inter furono 15. Non abbastanza per imporsi in una squadra che aveva davanti Romelu Lukaku, Lautaro Martínez e Alexis Sánchez, ma sufficienti per diventare il giocatore rimasto più a lungo legato al doppio nove nerazzurro.
Taremi e l’attesa per vedere Spence
Nel 2024 il 99 tornò a un centravanti esperto. Mehdi Taremi, arrivato a parametro zero dal Porto, aveva espresso la propria preferenza ancora prima di trasferirsi ufficialmente a Milano. Non era una scelta nuova: lo aveva già indossato al Rio Ave nella stagione 2019/20, chiusa con 21 reti in 37 partite e la successiva chiamata del Porto.
All’Inter l’impatto fu molto diverso. L’iraniano concluse la stagione 2024/25 con 43 presenze e tre gol in tutte le competizioni, numeri che raccontano bene la distanza tra le attese estive e ciò che riuscì a produrre.
Il settimo proprietario della maglia è Spence. L’Inter ha ufficializzato il suo numero e lo ha inserito con il 99 anche nella lista per la Champions League, ma il motivo esatto della scelta non è stato reso pubblico.
Un indizio, volendo, esiste: alla domanda sulla sua leggenda nerazzurra preferita, l’inglese ha risposto Ronaldo il Fenomeno, R9. Il collegamento con il doppio nove viene quasi automatico, ma rimane un’ipotesi e non una spiegazione fornita dal giocatore.
Tutti i numeri 99 dell’Inter per ruolo e nazionalità
| Giocatore | Stagioni con il numero 99 | Ruolo | Nazionalità |
|---|---|---|---|
| Stefano Lombardi | 2000/01 | Difensore | Italia |
| Lampros Choutos | 2004/05 e 2006/07 | Attaccante | Grecia |
| Antonio Cassano | 2012/13 | Attaccante | Italia |
| Zé Turbo | 2014/15 e 2015/16 | Attaccante | Guinea-Bissau |
| Andrea Pinamonti | 2016/17, 2017/18 e 2020/21 | Attaccante | Italia |
| Mehdi Taremi | 2024/25 | Attaccante | Iran |
| Djed Spence | 2026/27 | Difensore/esterno | Inghilterra |
Il riepilogo per ruolo è piuttosto netto: cinque attaccanti e due difensori, considerando Spence come esterno difensivo. Prima del suo arrivo, Lombardi era stato l’unico 99 dell’Inter non impiegato nel reparto offensivo.
Per nazionalità, invece, l’Italia guida con tre giocatori: Lombardi, Cassano e Pinamonti. Seguono, con un rappresentante ciascuna, Grecia, Guinea-Bissau, Iran e Inghilterra.
Chi ha indossato più a lungo il numero 99 dell’Inter
La classifica richiede una precisazione. Alcuni database accorpano le stagioni comprese tra il primo e l’ultimo anno di appartenenza all’Inter, anche quando il calciatore era in prestito altrove. Per questo Choutos può comparire nel periodo 2004/05-2006/07 e Pinamonti anche nel 2021/22, stagione trascorsa però all’Empoli.
Considerando soltanto le annate nelle quali il giocatore risultava effettivamente nella rosa nerazzurra con quel numero, la graduatoria è questa:
- Andrea Pinamonti – tre stagioni: 2016/17, 2017/18 e 2020/21.
- Lampros Choutos – due stagioni: 2004/05 e 2006/07.
- Zé Turbo – due stagioni: 2014/15 e 2015/16.
- Stefano Lombardi – una stagione: 2000/01.
- Antonio Cassano – una stagione: 2012/13.
- Mehdi Taremi – una stagione: 2024/25.
- Djed Spence – una stagione in corso: 2026/27.
Il 99 ha quindi avuto sette proprietari, ma soltanto quattro sono riusciti a portarlo in una partita ufficiale della prima squadra: Choutos, Cassano, Pinamonti e Taremi. Spence può diventare il quinto. Prima, però, deve finalmente scendere in campo.
