Aleksandar Stankovic, la numero 5 è una questione di famiglia: la storia della maglia nerazzurra

DiR.D.V.

Ago 2, 2026

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La maglia numero 5 dell’Inter torna sulle spalle di uno Stanković. A tredici anni dall’ultima stagione in nerazzurro di Dejan, sarà infatti il figlio Aleksandar a indossare un numero che – almeno in famiglia – non può essere considerato uno qualunque.

Il centrocampista serbo classe 2005, cresciuto nel settore giovanile nerazzurro e tornato a Milano dopo le esperienze con Lucerna e Club Brugge, raccoglie così simbolicamente l’eredità del padre. Dal canto suo papà Dejan, nel corso delle sue nove stagioni e mezzo all’Inter, ha cambiato tre numeri: arrivò nel gennaio del 2004 indossando la 11, passò brevemente alla 25 e dalla stagione 2005/06 si impossessò definitivamente della 5.

Una maglia con la quale avrebbe poi scritto pagine importanti della storia nerazzurra (non crediamo di doverci soffermare sui trionfi del centrocampista serbo). Ma veniamo a noi e andiamo a vedere chi ha indossato la numero 5 dell’Inter dall’introduzione dei numeri fissi, avvenuta nella stagione 1995/96.

La storia della maglia numero 5 dell’Inter: chi l’ha indossata prima di Aleksandar Stanković?

Il primo numero 5 dell’Inter nell’era della numerazione personalizzata è stato Francesco Dell’Anno, talentuoso centrocampista friulano arrivato a Milano nel 1993 dopo gli ottimi anni con l’Udinese.

In nerazzurro Dell’Anno non riuscì a ripetere quanto fatto in precedenza: chiuse la sua esperienza interista con appena 27 presenze e una rete (pur bella, su punizione, al Bari), prima di trasferirsi al Ravenna.

Dalla stagione successiva la 5 passò sulle spalle di Fabio Galante, difensore centrale e quindi uomo adatto ad indossare il numero in questione (che nella nostra cultura calcistica apparteneva allo stopper). Per lui tre stagioni a Milano, 88 presenze, 3 reti e la Coppa UEFA vinta a Parigi nel 1998 contro la Lazio. Un comprimario importante in un’Inter ricca di talento e, come spesso accadeva in quegli anni, anche di una certa confusione.

Dopo Galante fu il turno di un altro difensore centrale – un francese di caratura internazionale decisamente superiore: Laurent Blanc. Il futuro commissario tecnico della Francia arrivò all’Inter nel 1999, già trentaquattrenne, ma riuscì comunque a lasciare un buon ricordo. Per lui 86 gare e 6 reti in due stagioni, prima del ritorno in patria e della successiva chiusura di carriera al Manchester United.

Nela stagione 2001/02 la numero 5 va sulle spalle di un altro difensore (di nuovo un italiano): parliamo di Pasquale Padalino, giunto dalla Fiorentina ma destinato a vivere una parentesi decisamente sfortunata in maglia nerazzurra, con una sola presenza negli ottavi di Coppa Italia (gara in cui si procurerà un grave infortunio al ginocchio).

Da Emre a Dejan Stanković: la numero 5 sulle spalle dei centrocampisti

Salutato Padalino, la 5 passò a Emre Belözoğlu. Il centrocampista turco era arrivato dal Galatasaray un anno prima e aveva inizialmente scelto la 33, prima di cambiare numero nella stagione 2002/03.

Considerato in patria uno dei talenti più importanti della propria generazione, Emre alternò ottime prestazioni (con un gol delizioso alla Lazio) a infortuni e momenti meno brillanti. Lasciò comunque l’Inter dopo quattro stagioni, con 115 presenze e 5 reti, trasferendosi al Newcastle.

Ed eccoci quindi a Dejan Stanković.

Arrivato dalla Lazio nel gennaio del 2004, il centrocampista serbo aveva inizialmente indossato la numero 11. Dopo una breve parentesi con la 25, dalla stagione 2005/06 scelse la 5, trasformandola in uno dei numeri simbolo dell’Inter più vincente di sempre.

Con la maglia nerazzurra Dejan ha disputato 326 partite, realizzato 42 gol e conquistato tutto ciò che c’era da conquistare: cinque scudetti, quattro Coppe Italia, quattro Supercoppe italiane, una Champions League e un Mondiale per club. Nel mezzo, reti spettacolari, tiri dalla distanza, una quantità industriale di corsa e un gol da centrocampo contro lo Schalke 04 che forse sarebbe stato ricordato con maggiore affetto se quella partita non fosse poi finita come sappiamo.

Il suo rapporto con la numero 5 si concluse nel 2013. Tredici anni dopo, toccherà al figlio Aleksandar provare a costruire la propria storia con lo stesso numero sulle spalle.

Da Juan Jesus a – brevemente – Pavard: gli ultimi numeri 5 dell’Inter (prima di Aleks)

Il primo a ereditare la 5 dopo Stanković fu Juan Jesus, che la indossò per tre stagioni tra il 2013 e il 2016. Il difensore brasiliano arrivò all’Inter giovanissimo e visse alcune delle annate più complicate della storia recente del club, raccogliendo comunque 142 presenze e una rete prima di trasferirsi alla Roma (e poi al Napoli, dove s’è trasformato in un acerrimo rivale)

Nell’estate del 2016 la maglia passò a un altro brasiliano – il centrocampista Felipe Melo. L’esperienza del brasiliano con la 5 durò però soltanto pochi mesi: nel gennaio del 2017 tornò in patria per giocare con il Palmeiras e il numero venne immediatamente assegnato al nuovo acquisto Roberto Gagliardini.

Il centrocampista bergamasco è stato il giocatore che ha indossato più a lungo la numero 5 dopo Dejan Stanković: sei stagioni e mezzo, 190 presenze, 16 reti e cinque trofei conquistati. Un’esperienza segnata da (pochi, durante la prima mezza stagione) alti e (tanti) bassi – oltre che da un clamoroso errore a porta vuota contro il Sassuolo diventato suo malgrado parte della memoria collettiva nerazzurra.

Dopo l’addio di Gagliardini, nella stagione 2023/24 la 5 venne presa da Stefano Sensi, tornato a Milano dopo il prestito al Monza. Per lui in quella stagione appena 5 presenze complessive in un’annata che si concluse comunque con la conquista dello scudetto della seconda stella.

Rimasta libera nella stagione successiva, la maglia venne scelta da Benjamin Pavard nell’estate del 2025. Il francese riuscì però a indossarla in una sola gara ufficiale prima del trasferimento in prestito all’Olympique Marsiglia (da cui è tornato, chissà se per restare).

Adesso la numero 5 passa ad Aleksandar Stanković. Il cognome è pesante, il numero pure, ma il figlio di Dejan ha già dimostrato di non volersi limitare a vivere di rendita sulla storia paterna. D’altra parte, raccogliere un’eredità non significa necessariamente ripetere quanto fatto prima: significa avere la possibilità di scrivere un nuovo capitolo.

Possibilmente lungo (e fortunato) quanto quello del padre.

Postilla finale, ci pare doveroso riportare le parole di papà Dejan sulla scelta del figlio in merito al numero di maglia, rilasciate a un media serbo:

“Parliamo continuamente e sappiamo più o meno che cosa potrà accadere a ciascuno di noi nel prossimo futuro. Lui aveva preso questa decisione molto tempo fa: se un giorno fosse tornato all’Inter, avrebbe scelto il numero 5. Nessuno aveva più utilizzato quel numero dopo Gagliardini e alla fine è andata proprio così. Durante le riprese si è visto il 5 sui suoi pantaloncini e la scelta è diventata pubblica”.

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