Cosa fa Esteban Cambiasso oggi? Sky, il figlio Dante e il futuro da allenatore (alle spalle)

DiNerazzurri.News

Ago 18, 2026

L'Inter si segue ogni giorno, non soltanto la domenica.

Se apprezzi il lavoro di Nerazzurri.news, puoi aiutarci a crescere in pochi secondi:

  • scegliendo Nerazzurri.news come fonte preferita su Google;
  • seguendo la nostra rassegna stampa quotidiana su YouTube;
  • seguendoci su Facebook per non perderti news, approfondimenti e curiosità sul mondo nerazzurro.


Negli anni ’90 e all’inizio degli anni Duemila essere tifosi interisti non era un granché. Si sarebbe sicuramente potuto tifare per qualche squadra più vincente. Le cose cambiarono nel 2006, con Calciopoli – ma bisogna dire che il vento aveva iniziato a cambiare già con l’approdo a Milano di giocatori dal carattere vincente e dal pedigree internazionale.

Un caso emblematico è rappresentato da Esteban Cambiasso, detto il Cuchu per la somiglianza con un personaggio della televisione argentina, approdato all’Inter nell’estate del 2004. Aggratis.

Un’anomalia negli anni in cui Massimo Moratti (allora presidente del club) spende e spande senza ottenere grandi trionfi.

Sin da subito si impone come un caposaldo del centrocampo nerazzurro e in dieci stagioni con la maglia della Beneamata vince tutto il vincibile: cinque campionati (anche quello “di cartone”, con buona pace degli juventini), quattro Supercoppe italiane e altrettante Coppe Italia, la Champions League del 2010 e la successiva Coppa del mondo per club.

Centrocampista intelligente e ordinato, riusciva a imporsi sia in fase di costruzione sia in fase di finalizzazione: da qui il gran numero di reti realizzate.

Per questo, se il palmarès è impressionante, non da meno è l’apporto dato in campo: per lui 431 gare e 51 reti in dieci stagioni, prima dell’addio alla volta dell’Inghilterra (giocherà una stagione con la maglia del Leicester, venendo eletto calciatore dell’anno del club) e delle due stagioni in terra greca, con il ritorno al trionfo grazie a due campionati vinti in due anni.

Complessivamente concluderà la carriera con oltre 800 gare tra i professionisti e 103 reti ufficiali tra club e Nazionale. Proprio all’Argentina è legato l’unico grande rimpianto: quello di non aver mai vinto un titolo con la Nazionale maggiore, nonostante i tanti trionfi giovanili.

Cambiasso dopo il ritiro: il sogno della panchina nerazzurra e tanta TV

Nel 2021 Cambiasso ha meritato un posto nella Hall of Fame dell’Inter e ha un figlio che cresce nel mito nerazzurro: il piccolo Dante (classe 2013) gioca con l’Accademia Inter, società affiliata al club nerazzurro, e ha già fatto notizia per i suoi gol – tutto suo padre, sebbene Dante giochi direttamente da attaccante.

Di lui si pensava che sarebbe diventato un grande allenatore, per la sua attitudine da tecnico in campo, ma al momento la sua unica esperienza risale al 2018, come assistente di José Pekerman – CT della Colombia – ai Mondiali di Russia.

Si disimpegna come commentatore per Sky (sempre sagace, sempre sul pezzo: la knowledge è indubitabile) e non sappiamo se nel suo futuro ci sarà una panchina. Ciò che è certo è che si sognava di vederlo come tecnico della Beneamata, specie negli anni bui post Triplete. Oggi che abbiamo in panchina un altro eroe del Triplete come Chivu, il pensiero è ben più distante.

Anche perché non sappiamo cosa il Cuchu voglia fare da grande: andando a vedere il suo profilo Instagram (da 430mila follower), è impegnato per lo più in attività promozionali e calcistiche, tanto con l’Inter – anche attraverso le iniziative di Inter Legends – quanto con altre realtà come la FIFA. Nel 2025 ha fatto parte del Technical Study Group del Mondiale per club e nell’estate del 2026 ha partecipato alle attività legate alla Coppa del Mondo che ha visto l’Argentina arrivare nuovamente in finale.

Un futuro in panchina, oggi che è fresco 46enne, non sembra più scritto come all’indomani del suo ritiro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *