Matteo Lavelli, tre curiosità sull’attaccante dell’Inter U23 che aiuta Chivu: padre, soprannome e stipendio

DiNerazzurri.News

Ott 28, 2026

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Avere quattro attaccanti in rosa, per una squadra che ambisce a vincere (confermandosi) in Italia e, se possibile, anche in Europa — lì basterebbe fare meglio della scorsa stagione —, potrebbe rappresentare un limite. Ma a inizio stagione Cristian Chivu era stato chiaro, dichiarando: «Abbiamo il quinto, il sesto e il settimo attaccante. Non esattamente in questo ordine, ma ci sono Lavelli, Mosconi e Iddrissou».

Di Idrissou abbiamo già scritto in un’altra occasione e ci sembra dunque d’uopo occuparci di Matteo Lavelli, classe 2006. Compirà 20 anni l’8 dicembre, quindi ha già un’età in cui può dire la sua, soprattutto se consideriamo che nell’Inter Under 23 è titolare o giù di lì e si confronta ogni settimana con un campionato vero come la Serie C.

Chivu ha deciso ultimamente di portarlo con i grandi, complice l’assenza di Lautaro Martinez e l’infortunio di Idrissou, altro grande papabile. Entrato molto bene nella rimonta contro la Fiorentina, Lavelli ha spizzato il pallone nell’azione che ha poi portato al rigore decisivo trasformato da Zielinski. Un contributo magari piccolo se misurato in tocchi, decisamente meno piccolo se misurato in importanza.

L’attaccante ha così incuriosito i tifosi nerazzurri e in questa sede vogliamo approfondire tre aspetti che lo riguardano: chi è suo padre, perché viene chiamato “Pocho” e quanto guadagna all’Inter. Con una piccola appendice sul fratello Nicolò, perché in casa Lavelli il calcio non riguarda soltanto Matteo.

Chi è il padre di Matteo Lavelli e dove ha giocato?

Il padre di Matteo si chiama Diego Lavelli, giocava da centravanti (proprio come il figlio) e oggi lavora come osservatore. È stato proprio lui, insieme al nonno Aldo, a trasmettere al futuro attaccante interista la passione per il pallone e a seguirlo durante il percorso che lo ha condotto fino ad Appiano Gentile.

Lo ha raccontato lo stesso Matteo ai canali ufficiali dell’Inter: «Il sogno di diventare calciatore è nato dalla passione calcistica di mio nonno e di mio padre, che mi hanno sempre seguito sul campo e mi sono stati vicini, soprattutto nei momenti difficili: se sono qui oggi è anche grazie a loro».

Ma dove ha giocato esattamente Diego Lavelli? Qui è necessaria una precisazione, perché le informazioni pubblicate non coincidono. La Gazzetta dello Sport, Sky Sport, il Corriere della Sera e altre testate lo descrivono come un ex calciatore di Serie C negli anni Novanta; un approfondimento locale dedicato alla famiglia Lavelli sostiene invece che sia arrivato fino all’Eccellenza. Nessuna delle fonti consultabili riporta però un elenco delle squadre nelle quali avrebbe militato e non emerge una carriera registrata nelle principali banche dati calcistiche.

Di certo c’è il ruolo avuto nella trasformazione calcistica del figlio. Matteo, infatti, all’oratorio di Bernareggio giocava inizialmente da terzino destro di spinta. Il passaggio al centro dell’attacco è arrivato successivamente, anche grazie ai consigli del padre. Considerati il fisico da prima punta (è alto 185 centimetri ma soprattutto ha le spalle larghe) e i gol segnati nel settore giovanile, si può dire che papà Diego ci avesse visto piuttosto bene.

Il fratello Nicolò Lavelli gioca ancora?

Matteo ha anche un fratello minore, Nicolò Lavelli, nato nel 2009 e a sua volta attaccante. Come il fratello maggiore, Nicolò ha mosso i primi passi nella Vibe Ronchese ed è poi passato dal settore giovanile del Renate prima di approdare alla Pro Sesto.

La sua presenza nella società di Sesto San Giovanni è documentata fino alla stagione 2023/24: Nicolò faceva parte della Pro Sesto Under 15 che si è laureata campione d’Italia di categoria nel giugno 2024. È questo l’ultimo dato ufficiale che abbiamo trovato.

Non risultano invece rose o comunicazioni pubbliche più recenti che permettano di confermare la sua permanenza alla Pro Sesto nella stagione 2026/27 o il suo trasferimento ad altra squadra.

Perché Matteo Lavelli viene chiamato “Pocho”?

Qui la spiegazione è meno articolata, ma decisamente simpatica. Matteo Lavelli viene chiamato “Pocho” per l’assonanza tra il suo cognome e quello di Ezequiel Lavezzi, l’ex attaccante argentino del Napoli che proprio con quel soprannome è diventato celebre in Italia.

Lavelli, Lavezzi: da lì il collegamento, nato quando Matteo militava ancora nel settore giovanile nerazzurro e rimasto fino a oggi. Secondo alcune ricostruzioni avrebbe contribuito anche un taglio di capelli simile a quello dell’argentino, ma l’origine principale del nomignolo resta il gioco tra i due cognomi.

Non risulta invece che il soprannome dipenda da una particolare somiglianza tecnica: Lavezzi era una seconda punta brevilinea, rapidissima e portata a partire da lontano; il giovane interista è invece un centravanti di 185 centimetri, fisico, capace di giocare spalle alla porta e legare il gioco.

Al massimo, oltre al nome, li accomuna una certa mobilità offensiva ma il soprannome nasce in questo caso dal cognome.

Quanto guadagna Matteo Lavelli all’Inter?

Arriviamo alla domanda più cercata e, al tempo stesso, a quella per cui è necessario essere più prudenti: lo stipendio esatto di Matteo Lavelli non è pubblico.

Non lo riportano neppure portali specializzati e generalmente molto precisi come Capology. Qualunque cifra presentata come il suo ingaggio effettivo sarebbe dunque una stima — oppure, per dirla in maniera meno elegante ma più corretta, un numero tirato fuori dal cilindro.

Possiamo però fissare alcuni punti. Lavelli non è più un semplice calciatore della Primavera legato all’Inter da un rapporto di addestramento tecnico: nel luglio 2024 ha firmato il suo primo contratto da professionista, inizialmente valido fino al 30 giugno 2027. Successivamente il club ha annunciato un ulteriore prolungamento pluriennale e il suo accordo viene indicato oggi in scadenza il 30 giugno 2029.

Le cifre da 16.234,76 e 25.068,34 euro lordi che si trovano ancora online si riferiscono ai minimi retributivi della stagione 2024/25 stabiliti dalla Lega di Serie B: la prima riguardava il rapporto di addestramento tecnico, la seconda il primo contratto professionistico per una determinata fascia anagrafica. Non sono quindi numeri che si possano attribuire automaticamente a Lavelli oggi.

Per avere soltanto un ordine di grandezza aggiornato, l’accordo collettivo della Serie A indica un minimo federale di 30.796 euro lordi per stagione per i calciatori che compiono dai 20 ai 23 anni entro il 31 dicembre dell’anno in cui comincia la stagione sportiva. Lavelli compirà 20 anni l’8 dicembre 2026 e rientra dunque in questa fascia anagrafica.

Questo non significa, naturalmente, che guadagni esattamente 30.796 euro: il suo contratto può prevedere — e verosimilmente prevede — una retribuzione superiore, alla quale potrebbero aggiungersi premi partita, bonus legati alle presenze e altri incentivi.

La risposta corretta, dunque, è questa: non conosciamo lo stipendio preciso di Matteo Lavelli. Sappiamo che ha un contratto professionistico con l’Inter fino al 2029 e che, essendo ormai un professionista, non può essere associato al semplice compenso previsto per un ragazzo della Primavera in rapporto di addestramento tecnico. Il resto, finché non emergeranno dati affidabili, appartiene al campo delle supposizioni (e noi qui preferiamo parlare del campo di calcio).

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